Intervista Badante Pavlova

Intervista alla Badante Pavlova

In questo articolo vorremmo parlare dell’importante e delicata professione della badante attraverso l’esperienza diretta di una lavoratrice, probabilmente un’esperienza comune a molte altre badanti che lavorano nel nostro paese. (Per tutelare la riservatezza dell’identità della persona con cui un membro del nostro team ha compiuto questa intervista sulla vita quotidiana, sulle impressioni, e sulla professione della badante, utilizzeremo il nome fittizio di Pavlova).

AES: Buongiorno Pavolva, e grazie per averci accolto

Pavlova: Grazie a voi per essere venuti fin qui e per avermi contattato!

AES: Allora Pavlova partiamo subito dalla prima domanda: perché ci hai invitato in questo bar, ma invece di star seduta al tavolino ti troviamo dietro il bancone? Sei in orario di lavoro?

Pavlova: A dire la verità il bar è mio.

AES: Tuo? Spiegaci meglio!

Pavlova: Allora, diciamo che io ormai non lavoro più qui, do una mano quando e come posso. Il mio lavoro è fare la badante!

AES: E tu, praticamente, prima di fare la badante avevi questo bar?

Pavlova: Per niente! Io prima di fare la badante non avevo niente! Zero spaccato. Io sono arrivata in Italia, e cercai subito lavoro. Poi incontrai un ragazzo, e siamo stati insieme. Questo ragazzo aveva un bar, e per 5 anni ci ho lavorato dentro, ed ho imparato tutto. Ad un certo punto ero io che parlavo con i fornitori, che aprivo e chiudevo…

AES: E il tuo fidanzato?

Pavlova: Mi tradiva. Io appena l’ho scoperto ho dovuto fare finta di niente…

AES: Perché?

Pavlova: Perché io ero una stupida! I soldi che guadagnavo li investivo anche io in quel bar, e da parte riuscivo a mettere poco e niente. Da quando ho saputo che mi tradiva, ho dovuto ingoiare il rospo e far finta di niente. Per mesi e mesi ho messo da parte qualcosa, e una mattina me ne sono andata senza dire niente. Ho lasciato solo una letttera.

AES: E lui come ha reagito?

Pavlova: Sparito. Niente. Non mi ha mai chiamato né ha chiesto spiegazioni. Io dopo essermene andata mi trasferii in questo paese dove siamo ora, perché avevo una mia amica che lavorava qui come badante. E per un periodo siamo state insieme in casa. Poi mi ha fatto conoscere la signora Agnese e da allora è iniziato tutto!

AES: Spiegaci meglio la tua storia, siamo curiosi.

Pavlova: Beh non c’è molto da dire, sono 10 anni che assisto la signora Agnese e non abbiamo mai litigato. Io negli anni ho sacrificato la possibilità di farmi una famiglia per starle accanto e questo la signora Agnese l’ha capito molto bene, però è stata molto generosa con me.

AES: Perdonaci la schiettezza: generosa in che senso?

Pavlova: Io lavoro con la sua famiglia da 10 anni, e da sempre regolarmente assunta; ma circa due anni fa mi ha fatto un regalo di una somma di denaro abbastanza grande e con quella somma ho aperto questo bar; infatti se uscite fuori – sicuramente non l’avete letta – sulla insegna c’è la scritta: “Bar Agnese”…

AES: Wow che storia! E come riesci a conciliare le due cose?

Pavlova: Appena posso vengo qui al bar, ma di solito ho dei dipendenti. Certo, questa è stata una scelta dura per me: non ho compagni, né ho figli, ed ho varcato la soglia dei cinquant’anni. Sono abbastanza intelligente per capire che una relazione a questa età è troppo pericolosa; però sono appagata e felice.

AES: Pavlova grazie mille di questa tua testimonianza, è stata davvero bellissima!

Pavlova: Grazie a voi, e spero che anche altre persone abbiano la forza di non fermarsi, di non accontentarsi, ma andare avanti, sempre!

Contributi badante deduzioni

Badante in regola ed i contributi: a che cosa servono?

In questo articolo AES Domicilio, agenzia badanti Torino, affronta l’argomento “a che cosa servono i contributi che versiamo per le nostre badanti”.

Il miglior mezzo per contrastare il lavoro nero è informare dei pericoli a cui esso conduce; ma prima che informare dei pericoli del lavoro nero, a nostro avviso sembra necessario informare dei benefici a cui conduce la dichiarazione regolare del lavoro. Molte infrazioni vengono determinate dalla ignoranza.

AES DOMICILIO (assistenza anziani a domicilio, badanti a Milano ed in tutto il Nord Italia) seleziona la badante che occorre alle vostre esigenze, grazie al nostro team di screening il quale oltre che a vagliare le competenze della badante, cerca, immediatamente, di creare un profilo che possa soddisfare le esigenze.

Perché versare dei contributi quando posso risparmiare? Molti, infatti, ignorano ciò che “vanno a coprire” questi contributi, al di là della semplice “pensione” o “liquidazione”, i contributi sono determinanti per tutta una serie di fattori non trascurabili.

 

I contributi per i lavoratori domestici

Il contributo orario dovuto all’Inps per i lavoratori domestici non serve soltanto per garantire loro una pensione, ma anche per assicurare colf e badanti contro la disoccupazione, per le prestazioni sanitarie, per gli infortuni sul lavoro e per altre prestazioni.

Nel dettaglio, il contributo Inps colf e badanti è destinato:

a) per la maggior parte, al fondo pensioni lavoratori dipendenti: gran parte della contribuzione pagata va infatti al Fpld., e serve a coprire l’assicurazione Ivs, invalidità vecchiaia e superstiti (in pratica, serve per la pensione dei lavoratori domestici); l’aliquota è pari al 17,4275%;

b) a finanziare l’indennità di disoccupazione (ora Naspi, precedentemente Aspi): la quota Aspi serve infatti per assicurare il dipendente contro la disoccupazione; nel caso in cui il rapporto sia a termine, è dovuta un’addizionale dell’1,40%;

c) alla Cuaf, cioè alla Cassa unica assegni familiari: questa contribuzione serve per finanziare l’erogazione degli assegni al nucleo familiare (Anf) ai lavoratori domestici;

d) a finanziare l’indennità di maternità: i contributi versati alla Gestione maternità servono difatti a liquidare la relativa indennità alle lavoratrici domestiche per il periodo di astensione obbligatoria (2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi, oppure un mese più 4 mesi, qualora la lavoratrice si avvalga della flessibilità);

e) a finanziare l’Inail: la quota Inail copre l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; il datore di lavoro non deve versare premi Inail a parte per colf e badanti;

f) al fondo garanzia Tfr: la quota versata presso questo fondo serve a coprire il dipendente dal rischio del mancato pagamento della liquidazione da parte del datore di lavoro.

Sperando di aver chiarito un po’ le idee, ci auspichiamo che non si cada più nel banale discorso “della pensione”!

Sei alla ricerca di una badante ?

AES Domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia ad esempio in Piemonte: badante Cuneo, agenzia badanti Asti, ecc.

badante convivente e diritti Torino

Badante convivente: quali sono i diritti

Badante convivente: quali sono i diritti

Il lavoro della badante è, per lo più, continuato; implica anni di servizio consecutivi, alternando, certo, anche brevi parentesi verso altro, cioè non sempre dedicandosi esclusivamente alla cura di un anziano; ma il maggior numero dei casi vede la badante esercitare il proprio lavoro presso una famiglia per molti anni.

La continuità lavorativa presso una famiglia comporta anche la maturazione di alcuni diritti delle badanti (e ciò apre le vie anche alle cattive interpretazioni e figurazioni della badante: altrettante volte il lavoro continuato presso un anziano è visto dalla famiglia come “minaccioso”, per paura che si crei una sorta di “dipendenza distorta”, sconfinante l’ambito assistenziale).

Prendiamo il caso di una “badante convivente” che per 6 anni ha esercitato il proprio lavoro, assunta regolarmente con il contratto collettivo nazionale del lavoro di categoria (contratto badante convivente), ossia il CCNL per il personale domestico, presso una famiglia; e che data la morte dell’assistito richieda dei diritti. Ma quali diritti ha maturato?

Ciò detto, in caso di interruzione del rapporto di lavoro, in genere la famiglia è tenuta a dare alla badante un preavviso di licenziamento pari a 30 giorni di calendario qualora abbia maturato un’anzianità di servizio superiore a 5 anni (come nel caso di specie). Tuttavia, esistono anche dei casi nei quali non bisogna rispettare tale termine (come nel caso del decesso della persona da assistere), poiché per ovvi motivi non è possibile prevedere l’evento di morte e quindi preavvisare per tempo la badante.

Dunque, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro alla badante non spetta altro che la sua busta paga per i giorni che ha lavorato durante il mese di decesso della persona da assistere, compresi alcuni istituti contrattuali imprescindibili, quali:

  • il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • le ferie (se ha periodi feriali non fruiti completamente);
  • i permessi (se ha periodi di permessi non fruiti completamente);
  • la tredicesima (per le mensilità maturate).

Il TFR, come stabilisce l’art. 40 del CCNL di categoria, spetta in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro. Esso è determinato, a norma della legge 29 maggio 1982, n. 297, sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno,comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio: il totale è diviso per 13,5.

Sei alla ricerca di un aiuto per la gestione della tua badante convivente?

AES DOMICILIO, in quanto associazione socio assistenziale ed agenzia badanti, conosce e sa anche l’altra faccia della questione, ovvero: spesso capita anche che una famiglia mandi via molte badanti selezionate, poiché incompatibili con le esigenze del paziente, o molto semplicemente con il carattere del paziente.

AES Domicilio è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Monza e Brianza, Como, Lecco, Bergamo, Pavia.
Siamo anche presenti attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio in Veneto e Lombardia: Agenzia Badanti Verona , badante Brescia ed in molte altre province del Nord Italia.

Badanti Torino

Nuovo sito web Franchising Torino

In linea il nuovo sito web per la provincia di Torino .